Antiche borgate tra Pradis e Clauzetto
Borgate, ancone e antiche fontane: l'anima viva di un territorio che resiste
Partiti dalla frazione di Tascans, abbiamo seguito il percorso delle pietre antiche e delle sorgenti. In realtà l'itinerario "ufficiale" parte da Clauzetto. La nostra è stata una scelta di esplorazione consapevole: mappe alla mano, abbiamo tracciato un anello personalizzato, lontano dalla fretta e immerso nel silenzio. Un percorso più largo, studiato per trasformare una semplice camminata in un’intera giornata dedicata alla scoperta delle borgate e dei loro segreti.
Attraversare borghi come Gerchia, Paludon, Vaganins e gli altri piccoli centri che punteggiano il percorso — da Pezzetes fino a Orton — significa immergersi in un'architettura della sopravvivenza. Qui, le fontane rappresentavano l'essenza stessa della comunità: strategicamente dislocate per essere accessibili a tutti, fungevano da piazza sociale prima ancora che da riserva idrica. Tuttavia, il progresso e l'avvento degli impianti domestici hanno reciso il legame fisico con questi luoghi. Venuta meno la necessità del secchio, è svanita anche l’abitudine all’incontro, relegando queste antiche fonti a un silenzioso declino, lontane dalla vivacità di un tempo.
L'inizio del percorso nei pressi di Tascans
L'acqua che sgorga, simbolo di vita
In questo microcosmo di borgate, la ruralità non è un ricordo polveroso, ma una realtà vibrante. Lo si percepisce dagli appezzamenti di terra che si rincorrono lungo il sentiero, dove la fatica dell'uomo sposa oggi l'efficienza dei mezzi moderni. A colpire lo sguardo è però la sapiente armonia tra pietra e legno, materiali che danno forma a case capaci di mostrare con orgoglio le proprie cicatrici storiche attraverso restauri rispettosi. Ma la bellezza risiede nei dettagli: nei passi che risuonano sui vecchi lastricati, nei piccoli ponti e nelle ancone votive.
Le clapadòrie, antiche strade lastricate in pietra
Ponticello in pietra a Zuanes
Tra queste, spicca quella nascosta nel bosco vicino a Cornial, dove un’acquasantiera in pietra che risale al 1748 sembra custodire, nel silenzio delle fronde, lo spirito più autentico di questo territorio. Lungo l'intero itinerario, colpisce la ricorrente architettura delle ancone votive, quasi tutte caratterizzate da una struttura a portico libero. È un dettaglio che racconta una doppia anima: santuari in miniatura per la sosta dell'anima e, al contempo, solidi rifugi contro la pioggia e il vento per chiunque si trovasse in cammino.
Per non perdere la trama di particolari che decora questo territorio, occorre muoversi con passo lento e sguardo attento. Tra piccole stradine e sentieri boschivi, il cammino diventa un dialogo silenzioso con la natura, interrotto solo dal canto dei grilli. Il nostro percorso tocca marginalmente anche i luoghi della Battaglia di Pradis durante la Grande Guerra: un frammento di memoria che aggiunge un ulteriore strato di significato al nostro viaggio. Se desiderate conoscere gli eventi che hanno segnato questo luogo, potete leggere il racconto della battaglia a questo link.
Il sentiero nel bosco nei pressi di Cornial
Prima di congedarci da questo paesaggio, abbiamo raggiunto la sorgente originaria, la 'madre' delle acque che alimentano lo stabilimento AcquaPradis. Vedere l'acqua sgorgare viva e cristallina è stata la conclusione naturale di un viaggio dedicato alle fontane e alla vita rurale: un incontro finale con l'elemento che, oggi come secoli fa, rimane ancora vitale e insostituibile per l'uomo.
Un magnifico esempio di restauro rispettoso del passato
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